Eccola, l'ho tirata fuori da un cassetto ed era sepolta dalle cose che occupavano gli strati sovrastanti i vecchi ricordi degli anni passati, accumulatisi man mano che il tempo passava.
E' una vecchia foto del Cisponi, ripreso durante una delle tante "feste delle medie" degli anni '80. Ricordate? I brufolazzi, l'ascella purificata, l'aranciata amara e il ballo della bottiglia? Ebbene, Cisponi c'era. E noi?
Mentre Cisponi cazzeggiava col "tenax" per impomatarsi il ricciolo, qualcuno di noi passava il tempo a leggere la "Critica della ragion pura" di Kant, smarrendosi nell'analisi dell'"Estetica Trascendentale" del filosofo tedesco e magari lui, il "Cispo" si smarriva tra gli arti inferiori della nostra compagna di classe, quella carina del primo banco che non ti caga neanche di striscio, concentrato nella sua personale analisi dell'"Estetica della Passera" che noi conosceremo più in là, in maniera più platonica, guardando i film di Edwige Fenech nelle seconde visioni delle domeniche pomeriggio al cinemino del quartiere.
Cisponi il figo, Cisponi il giullare della classe, Cisponi il Gaggio, Cisponi che non fà la naja per "sovrannumero" e tu parti a Bolzano o a Lampedusa per tutti i dodici mesi, Cisponi che ha il motorino e tu no, eppure tu studi e ti applichi e lui no.
E non vale nemmeno la consolazione che un giorno, noi si possa raggiungere la tanto agognata posizione sociale che pensiamo ci spetti, mentre il Cisponi possa languire nella precarietà riservata a quelli che, come lui, non avrebbero la caratura per aspettarsi altro dalla vita. Perché Cisponi riuscirà a stupirci anche in questo caso e rischieremmo di vedercelo un giorno ad occupare i posti chiave, quelli che contano, tipo: capo-ufficio personale della grande azienda alla quale noi abbiamo intenzione di presentare il nostro curricula, sperando nell'assunzione, oppure in politica schierato con la maggioranza di turno e vederlo in TV a pontificare sulla meritocrazia, mentre noi saremmo costretti ad emigrare nella speranza di un futuro migliore, attanagliati dal precariato più becero.
Lo abbiamo avuto tutti un Cisponi nella vita, fateci caso. Alla fine non ci resta che essere dalla parte del Cisponi, il politically incorrect per eccellenza, lo stronzo per antonomasia, il paraculo per ogni circostanza. Forse è per questo che ci sta simpatico, proprio come Superman. Perché noi non potremmo mai essere come Superman anche se ci piacerebbe, così come non potremmo mai avere la faccia di culo di Cisponi, ma vorremmo tanto avercela.
Cisponi regna e ha tutte le risposte!